SIFR

Dopo Dance dance dance-la nuotatrice e Secondo vento-la karateka, l’artista dedica Sifr alla disciplina sportiva della corsa, offrendo una personale riflessione sul modo in cui, a partire dal corpo e dallo sforzo fisico, si possa arrivare ad una evoluzione spirituale. La mostra si articola intorno ad un lavoro video in cui l’artista, che fatalmente in questo caso diventa anche la protagonista, si ritrova ad affrontare un percorso mettendo alla prova le emozioni del proprio essere.
Camporesi attraversa paesaggi a lei cari della provincia di Ravenna, corre tra le saline di Cervia, bianche come la neve, e i fitti boschi. Supera nebulose ciminiere e riserve naturali, affronta le difficoltà del terreno, lotta contro il vento. La sua gonna-paracadute è pesante e leggera allo stesso tempo, come pesanti e leggere sono le tappe della nostra vita. Il suo percorso, come metafora di un cammino spirituale, diventa un viaggio infinito. Di fronte a lei, sospesa, una scala composta da sette pioli che simbolicamente unisce terra e cielo.

After Dance dance dance-the swimmer and Second wind-the karate woman the artist dedicates Sifr to the discipline of running. It is a personal reflection on how spiritual evolution can be reached through the body and physical efforts. The exhibition revolves around a video-work in which the artist - who crucially is also the main character - faces a process that challenges her self’s deepest emotions. Camporesi runs through her beloved landscapes in the province of Ravenna, from the snow-white salt pans of Cervia to the thick forests. She crosses foggy smokestacks and nature reserves, facing the roughness of the terrain and struggling against the wind. Her parachute-skirt is heavy and light at the same time like the stages of our lives.
Her running, a metaphor for a spiritual path, becomes an endless journey.
In front of her hangs a ladder with seven rungs which symbolically unites the earth and the sky.

(Valentina Ciarallo)