QUALCHE VOLTA, DI NOTTE


"Qualche Volta Di Notte" è la risposta che diede Michelangelo Antonioni ad un giornalista che gli aveva chiesto “Lei crede in Dio?”. Risposta da agnostico, aperto però al confronto, a prospettive spirituali, ultraterrene.
Il progetto "Qualche volta, di notte" è stato realizzato da Silvia Camoresi in occasione del centenario della nascita del regista ferrarese Michelangelo Antonioni. Il lavoro racchiude un ciclo di fotografie ed un video che rendono omaggio alla figura del grande regista. Le fotografie prodotte per questa occasione nascono sia dalla citazione diretta dei film di Antonioni (come nel dittico che ripropone in chiave fotografica l'ultima scena di Zabriskie Point), sia da un'analisi di certi elementi ricorrenti nel cinema antoniano. Il risultato è una serie di scatti eterogenei che hanno un comune punto di riferimento nella fotografia di quest'ultimo, nei suoi scenari. Nel video - idealmente un provino teatrale per un'attrice che reinterpreta i ruoli di Monica Vitti - accade poco o nulla; tutto lo svolgimento è sullo sguardo dell’attrice e sui pochi gesti che compie muovendosi nello spazio teatrale. Molta importanza è attribuita alle voci fuori campo e ai suoni, prelevati dai film di Antonioni e ricollocati, nel video, secondo un diverso ordine.
(dal testo di Massimo Marchetti)


“Sometimes in the night” is the answer provided by Michelangelo Antonini to a journalist who has asked to him: “Do you believe in God?”. It was the typical answer of an agnostic person that is also open to the confrontation of spiritual and mystic perspectives.
The project “Sometimes in the night” has been carried on by Silvia Camporesi in occasion of the hundredth anniversary of the birth of Michelangelo Antonini, movie director born in Ferrara. The work includes a series of photographs and a video that pay homage to the great director. The photographs realized for this occasion are the result of either a direct quote of Antonini’s movies (for instance the diptych represent the last scene of Zabriskie Point with a photographic standpoint), or the analysis of some recurring elements of Antonini’s cinematographic work. The outcome is a series of heterogeneous shots that have as common benchmark Antonini’s photography and scenarios. In the video – an ideal theatrical audition for an actress that plays the Monica Vitti’s role – little or nothing happens. Everything is focused on the actress’s look and on few gestures she does moving around the stage. It is given a lot of importance to the offstage voices and sounds that have been drawn from Antonini’s movies and reallocated in the video in a different order.
(By Massimo Marchetti’s text)