PLANASIA

Progetto speciale per Fotografia Europea 2014
Le vestigia scomposte dell’antica Planasia e dell’odierna Pianosa, che traspaiono dalle fotografie colorate a mano e dai kirigami fotografici inventati dall’artista per conferire tridimensionalità ad alcuni particolari delle immagini, dicono molto su come lì la rovina non sia una forma morta, chiusa, ma una realtà dinamica contraddistinta dallo spostamento continuo del confine e dei conflitti interni. Esaltando l’azione incessante tra “il non ancora e il non più” propria del concetto di rovina - “un tempo non determinato dalla prospettiva storica del passato né delineato dalla prospettiva vettoriale del futuro” - Silvia Camporesi ci mostra una Pianosa come non l’abbiamo mai vista, un luogo che di fantasma ha poco, e che racchiude invece nella sua forma piatta, nella sua distanza dai disastri ambientali, nella sua resistenza alla dispersione e all’oblio il segreto di un mondo senza confini.

(Marinella Paderni, dal catalogo della mostra)


Special project - Fotografia Europea 2014
The disconnected vestiges of ancient Planasia and today’s Pianosa, which shine through in the hand-coloured photographs and photographic kirigami created by the artist to give three-dimensionality to a few details in the images, say much about how there ruin is not a dead, closed form, but rather a dynamic reality distinguished by the continuous shifting of boundaries and inner conflict. Elevating the incessant action between “the not yet and the no longer” proper to concept of ruin – “a time not determined by historical point of view of the past nor delineated by vectorial perspective of the future” – Silvia Camporesi shows us Pianosa as we have never seen before. a place with few ghosts, and that instead holds within its flat form, in its distance from environmental disasters, in its resistance to dispersion and oblivion, the secret of a boundless world.

(Marinella Paderni, exhibition catalouge)