ERAVAMO PERSONE COME ALBERI

Silvia Camporesi prende spunto dai Quaderni di Simone Weil per indagare figure di donne costantemente in bilico fra il normale e l’anormale, autoritraendosi nei loro panni. Uno di questi ritratti fotografici si riferisce proprio a Simone Weil che, coerentemente al suo pensiero, decide di lavorare per otto mesi nelle officine Renault.
Dalla figura umana al paesaggio, Silvia Camporesi ritrae in una suggestiva installazione una natura malinconica, a tratti surreale, ricca di riferimenti letterari. La mostra si completa di un video che, in armonia con le altre opere, riflette sulla possibilità di elevarsi spiritualmente partendo dalla bellezza e dall’eleganza delle arti marziali; e di una ripresa in loop del vulcano più piccolo d'Europa.
(dal testo di Luca Panaro)

Silvia Camporesi is inspired by Simone Weil’s Notebooks for what concerns the analysis of women figures constantly in balance between the normal and abnormal and, moreover, she self-portrays in their shoes. One of these photographic portraits represents Simone Weil that, coherently to his though, decides to work in the Renault factories for eight months.
From the human figure to the landscape, Silvia Camporesi, pictures a melancholic nature, sometimes surreal, full of literal references in an evocative location.
The exhibition includes also a video that, in line with the other pieces of art, wonders about the possibility of the spiritual elevation starting from the beauty and the elegance of the martial art; it also talks about the retake on loop of the smallest European Vulcan.
(By Luca Panaro’s text)