DANCE DANCE DANCE


Il titolo è preso da un romanzo di Murakami Haruki dove imperativo è “danzare, continuare a danzare. Finché ci sarà musica..”. La danza diviene sinonimo di attività, di vita, di un essere nel proprio destino. Nelle tante immagini realizzate e nel video si manifesta il senso di una ciclicità, di un racconto dove i movimenti si ripetono in situazioni anche uguali, in un procedimento quasi infinito, in un passaggio dal buio della distruzione delle macerie (il grado zero inteso come momento di partenza, limite sotto il quale non si può scendere) alla luce dell’acqua e dei suoi abbaglianti riflessi.
L’audacia e l’assiduità connotano i movimenti della protagonista del video (nuovamente una figura autobiografica), che cerca di trovare una strada, una via d’uscita in questo spazio dove predomina un senso di straniamento e di angoscia, uno smarrimento in quest’acqua-aere senza tempo, dove la lentezza diventa estasi.
(dal testo di Caludia Casali)

The title of the work comes from a novel by Haruki Murakami where the imperative is to “dance, keep on dancing. As long as there’s music..” Dance becomes a synonym of activity, of life, of being in your own destiny. In the many images and in the video there is a sense of cyclicity, of a story in which movements are repeated in identical situations and in an almost infinite procedure, in a passage from the darkness of the destruction of debris (level zero un- derstood as moment of departure, a limit below which you cannot descend) to the light of water and its dazzling reflections. In the video the movements of the figure (once more autobiographical) are characterised by audacity and assiduity as she seeks a road, a way out of this space where a feeling of estrangement and anguish predo- minates, a lostness in this timeless water-air where slowness becomes ecstasy.